Uno dei sintomi della mia imminente follia è un giochino mentale, estremamente stupido, che mi trovo a fare spesso di fronte alle liste, in particolar modo di fronte alle discografie e alle bibliografie. Non so perché, mi viene istintivo cominciare a sostituire, in ogni voce dell'elenco, una parola con una parola fissa.
Un esempio: da ragazzino mi capitava spesso di fare questo giochino con i titoli della discografia dei Jethro Tull. Sostituivo arbitrariamente la parola Tull (che poi è un cognome) a una parola all'interno di ogni titolo.
Dunque la discografia dei Jethro Tull (cito solo i primi cinque titoli, per amore di brevità) passava da:
This Was Stand Up Benefit Aqua-lung Thick As A Brick ...
A:
This Tull Stand Tull Tull Aqua-Tull Thick As A Tull
Un giochino stupido, appunto, che vivacizzavo un po' prendendo la parola scartata da ogni titolo e scambiandola con il Tull del nome del gruppo. Dunque, per ogni titolo modificato, ottenevo una rock band immaginaria che, di volta in volta, si chiamava Jethro Was, Jethro Up, Jethro Benefit, Jethro-lung, Jethro Brick e così via...
L'altro giorno ho sostituito arbitrariamente la parola fava ai titoli della bibliografia di Baricco (limitandomi alle opere narrative). E ho così ottenuto:
Oceano fava Castelli di fava Fava Fava Senza Fava Questa Fava
Non so voi. A me il risultato sembra interessante.
Mi piace l'ossessione che emerge da questa parola fissa che torna in ogni opera. Cosa avrebbe scritto l'immenso Dostoevskij se fosse stato ossessionato dal merluzzo? E' semplice:
I merluzzi Il merluzzo Merluzzi dal sottosuolo I merluzzi bianchi Memorie da una casa di merluzzi I fratelli Merluzzo Merluzzo e castigo ...
Chissà cosa ne pensano, di questo gioco stupido, i compilatori compulsivi di Ecolaliste?
visita il sito ufficiale:
www.ilibrintesta.it Sarà anche vero che molta gente non legge. Ma di sicuro c'è dell'altra gente che se continua a fare bene le solite cose, utili per carità, il lavoro e tutto il resto, è anche perché sa che poi a un certo punto si può tuffare nei libri, sa che lì dentro, nei libri, ci trova stanze parecchio più grandi di quelle solite dove tocca stare, e finestre parecchio più panoramiche. Se uno si affaccia, dopo gli viene voglia di raccontare quello che ha visto. E coi libri è facile: basta leggerli ad alta voce.